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Photo by Jonathan Kemper on Unsplash

Oggi leggevo un articolo utile per capire i requisiti di accessibilità con esempi, e ho deciso di fare una verifica. E la verifica è stata negativa, quindi

Il punto di controllo1.3.5 per ora va ignorato. L’autocomplete non funziona!

E’ un piccolo problema, ma ha a che fare con la conformità. Per essere conformi alla legge, il 100% dei requisiti del 100% del campione deve essere a norma, ma c’è un requisito inutile, che non funziona: criterio di successo 1.3.5 Identificare lo scopo degli input .

Il requisito sarebbe molto utile, perchè prevede di sfruttare i browser e la loro capacità di autocompletare i campi dei moduli. Se un certo campo ha un certo attributo, allora dovrebbe dire al browser di compilarlo coi dati che ha già come il nome, il cognome, la mail, inseriti magari altre cento volte su altri siti. …


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Photo by Maria Teneva on Unsplash

A un giorno dal lancio del Catalogo del riuso, c’è il #GAAD (global accessibility awareness day) e una considerazione mi viene spontanea

Il nuovo catalogo del riuso favorirà la diffusione di soluzioni non accessibili: ma è legale?

Intendiamoci, io tifo per il Catalogo del riuso

Sollevare questioni sul Catalogo non ne incoraggia la diffusione, me ne rendo conto, ma se ci sono dei problemi, meglio correggerli subito. Quindi la mia critica è solo costruttiva perchè se sono critico sul Catalogo, è perchè ne sono davvero stra-contento.

Da quando collaboro con la Regione Emilia-Romagna, ho sempre sostenuto l’open-source perchè lo vedo come motore per l’economia informatica del territorio. La PA compra open -> le società informatiche locali si attrezzano per fornirlo -> quindi aumentano le competenze ai massimi livelli internazionali -> quindi aumentano la loro competitività e visibilità e si aprono ad altri mercati. …


Una sintesi dei cambiamenti dopo l’aggiornamento della legge 106/2018.

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“person holding red kerosene lantern” by Jeremy Bishop on Unsplash

Dopo 3 articoli critici sui cambiamenti (1, 2, 3) e mentre su Normattiva il testo è sempre più definitivo (al 28/9 sono stati aggiunte altre parti che poco prima mancavano) cerco comunque di fare chiarezza nei limiti del fatto che ancora non esistono linee guida che indicano come applicare o interpretare appieno le novità.

In sintesi

  • Non cambiano i destinatari della legge.
  • Contenuti ed app mobili destinati a gruppi non ampi di utenti, intranet ed extranet, possono non essere accessibili
  • Quando nel realizzare qualcosa di accessibile c’è un onere sproporzionato, si può fare inaccessibile, scrivendo nella dichiarazione di accessibilità il modo alternativo per…


Il pasticcio dell’usabilità in una legge sull’accessibilità

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Ecco il terzo articolo sul DL 106/2018 dopo Meno accessibilità per tutti e La lunga coda… di paglia

Personalmente e dopo tanti test con utenti con disabilità, so molto bene che l’accesso da solo non basta. E’ inutile fare una porta abbastanza grande per farti entrare nel mio sito (l’accesso) e poi quando sei dentro ti faccio perdere tra mille pastoie burocratiche, testi incomprensibili, passaggi senza senso, ecc. ecc.

Poter entrare non basta, si deve poter usare e capire.

E quindi non è tanto il sito della PA tecnicamente che deve cambiare, quanto le procedure e l’interpretazione delle norme che devono seguire il buon senso e le regole del buon web. E questo è un processo lungo che passa dalla semplificazione del linguaggio, fino ad arrivare a strumenti semplici che permettono ad esempio, l’identificazione certa dell’utente (es. SPID).


Che io trovi il DL 106/2018 incostituzionale, l’ho già detto in Meno accessibilità per tutti ma ci sono altre cose che non tornano, questa la prima.

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Ci adeguiamo senza (voler?) capire

La Direttiva europea 2016/2102 era semplice e aveva un obiettivo chiaro, far sì che i Paesi meno accessibili allineassero la loro normativa alla quella dei più virtuosi.

Dopo 56 considerata dice chiaramente che il suo primo obiettivo è

Al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno, la presente direttiva mira al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti le prescrizioni in materia di accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, consentendo così a tali siti e applicazioni di essere maggiormente accessibili agli utenti, in particolare alle persone con disabilità. …


grazie al DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018, n. 106

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Da anni mi occupo di accessibilità web, e quel che mi è sempre piaciuto della nostra legge è che mira dare a tutti le stesse opportunità. Ma dal 26 settembre prossimo, non sarà più così.

A maggio, quando alla Regione Emilia-Romagna nella Conferenza delle Regioni, era stato chiesto un parere, come esperto ero stato coinvolto. Avevo segnalato la picconata che si tentava di dare alla legge e tralasciando tutti gli altri errori, avevo consigliato di evidenziare e rimuovere almeno quel difetto.

Escludere a priori è contro la Costituzione

Il bello della legge 4/2004, è il bello della nostra Costituzione, dell’articolo 3, quello che dice che siamo tutti uguali. …


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Il 12 agosto, in vacanza con la famiglia sulla spiaggia di Riccione, ricevo una telefonata.

Abbiamo bisogno di un test di usabilità sul voto elettronico per la Lombardia entro il 25 agosto, è possibile?

E aspetto la frase “il telefono di autodistruggerà tra 5 secondi”… che non arriva…allora rispondo:

“Certo che è possibile!“

e penso “chi si perde l’occasione di fare il primo test di usabilità, sul primo voto elettronico nel mio Paese?!”. Quindi proseguo

“Potremmo fare un Guerrilla usability test non essendoci tempo per fare qualcosa di più strutturato.

Sotto il sole di Riccione

So che per questo tipo di esperienza, il test ideale sarebbe in condizioni simili a quelle finali e con un campione ben selezionato ma un test è meglio di nessun test, e dopo un’analisi euristica fatta bene, su un sistema così semplice, gli errori gravi che potrebbero scappare sono quasi zero. …

About

jacopo deyla

esperto di web, accessibilità e usabilità

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